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Comunicato stampa -  30.12.2013 Roma

Diverse associazioni e componenti della campagna LasciateCIEntrare hanno presentato un esposto- denuncia lo scorso 27 dicembre in sede europea per chiedere che venga fatta luce sulla paradossale situazione di detenzione illegittima in cui si trovano diciassette cittadini eritrei e siriani, trattenuti da oltre due mesi presso il Centro di soccorso e prima accoglienza (CSPA) di Contrada Imbriacola a Lampedusa, dopo essere  sopravvissuti ai tragici naufragi avvenuti al largo dell’isola nell’ottobre scorso.

“La loro situazione, sia per le condizioni materiali di accoglienza, che per la mancanza di provvedimenti formali che ne definiscano lo status giuridico, appare qualificabile come un “trattamento inumano e degradante”, vietato dall’art. 3 della CEDU, oltre a costituire una situazione di tensione esasperata che potrebbe produrre gesti di autolesionismo .” si legge nel documento indirizzato al Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, al Comitato per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d’Europa, all’UNHCR, alla Commissione dell’Unione Europea e al Comitato Europeo per i Diritti Sociali.

“I migranti si trovano trattenuti in condizioni oggettivamente inumane e degradanti senza alcun provvedimento né norma di legge a giustificazione della loro detenzione da oltre 70 giorni (…) : non hanno alcuna possibilità di adire la magistratura italiana perché nessun provvedimento di trattenimento è stato mai loro notificato .” Il termine di trattenimento in centri quali quello di Lampedusa è, lo ricordiamo, di 96 ore.

Proprio la mancanza di un atto giudiziario che imponga la detenzione dei migranti  impedisce loro  di difendersi, cosi’ come invece prevedono gli articoli 5 e 13 della CEDU e l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (diritto ad un rimedio efficace e ad un giusto processo).

Queste e altre violazioni denunciate nell’esposto sono ampiamente documentate attraverso  i comunicati di associazioni di tutela dei diritti dei migranti, ampi stralci di inchieste giornalistiche apparse sui media nei mesi scorsi e una video-testimonianza,  realizzata degli stessi migranti sui trattamenti sanitari a cui venivano sottoposti, che ha avuto una diffusione a livello internazionale, permettendo di alzare il velo sulle condizioni di vita drammatiche e sconcertanti a cui sono stati sottoposti dopo essere scampati ai naufragi  e alle guerre nei loro Paesi di origine.

L’Esposto – Denuncia è stato inviato, oltre che dalla campagna LasciateCIEntrare, impegnata da anni per  il libero accesso della stampa nei centri di reclusione destinati ai migranti e la chiusura dei Centri di identificazione e espulsione (CIE) e tutti i luoghi di trattenimento informale, puo’ essere inviato da associazioni e individui.

E’ stato inoltre lanciato un APPELLO dal titolo che può essere controfirmato e fatto girare in rete per mantenere alta l’attenzione sui migranti ancora presenti nel centro e che riteniamo “ostaggi” delle istituzioni italiane.

La campagna LasciateCIEntrare accoglie inoltre con estrema soddisfazione la notizia di questi giorni della chiusura ufficiale del CIE di Modena e chiede al Governo e al Ministro dell’Interno che proceda con la chiusura urgente di tutti gli altri centri di detenzione amministrativa ancora operativi.

 

Molte volte abbiamo raccontato della nascita della Campagna LasciateCIEntrare. Da anni portiamo avanti un battaglia con una chiara posizione politica: con il manifesto Mai Più CIE, al quale hanno aderito centinaia di associazioni, giornalisti e intellettuali abbiamo voluto denunciare la realtà all’interno dei Centri, chiedendone la chiusura.
La nostra battaglia continua, sensibilizzando e informando l’opinione pubblica sulle condizioni disumane in cui versano “gli ospiti” all’interno dei CIE.
Il nostro pamphlet Mai più CIE è l’insieme delle testimonianze, rapporti, foto che abbiamo raccolto sul campo, con l’aiuto di esperti e associazioni.

Vi invitiamo per tanto a leggerlo, a condividerlo e a diffonderlo insieme a noi, affinchè sia fatta chiarezza su questi “Non luoghi” chiamati CIE.

MAIPIUCIE

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